5 agosto 2010

Uberwindung

Sferzate di vento trascinano via la mancanza di senso- insieme alle foglie che non ce l’hanno fatta
Sterzate di te fanno piovere gocce di immanenza a lenire un così transeunte terreno.
L’Effimero ha sempre cattive intenzioni e tanta buona volontà ; con quanto gusto scartiamo e poi ingurgitiamo le sue caramelle avvelenate.
Mi vedo, una scema che toglie secchiate d’acqua all’oceano, concentrata nell’esecuzione del gesto mi perdo l’immagine intorno, non vediamo il Complesso. Granelli di sabbia i tasselli della nostra esistenza, delle nostre azioni; impero limitato quello del Bene e del Male.
Mi domando che usufrutto ne posso trarre, del mio calcolare anticipatore, della mia frenesia del dettaglio, scellerata dovizia. Altro l’Essenziale. Non posso trovarlo mediante scomposizione. Scomponendo i numeri, le parole, scavandoci dentro ne esce solo una lista di dati che viaggia ancora in superficie. La linea verticale è altra strada, altra città, altro mondo. La linea verticale è superamento dell’aut aut , è oltrepassamento dell'idea stessa di linea, dell'idea di Idea.

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