1 giugno 2010

pensiero di fine maggio

Vorrei concretizzarmi in qualcosa di più concreto
vorrei saper fare asserzioni sulla realtà in modo più prosaico
ogni volta concluso qualcosa mi ritrovo vittima di un epilogo
una sorta di post esame di maturità quotidiano
la momentanea percezione di disorientamento come alla mancanza d'una firma alla fine di un testo verrà tosto scansata
assalita e cancellata dal flusso di non-eventi della vita quotidiana
In tutto questo correre e dimenarsi in realtà non v’è che mera attesa
ma non possiamo fermarci se vogliamo sfuggire alla mortale morsa del tempo
Tempo che assolve sempre il suo compito e mai procrastina
inamovibile ci guarda mentre procediamo costeggiando le nostre esistenze
Mai ci spingeremo al di là dei bordi
Come gli antichi greci
ancora timorosi del peccato di hybris
E allora miseramente ci occultiamo all’ombra della maestosa effigie della mediocrità
e in quell’ombra dimidiati "viviamo".

1 commento:

  1. giulialatuaexcompagnadiclasse7 giugno 2010 alle ore 10:30

    non c'è che dire... dovresti fare la poetessa... anche se sarebbe riduttivo per una come te, sono sicura...
    1 bacione grande...

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