L’esibizionismo fine a se stesso che Innalza
svetta sublime di contro la fraudolenza, la meschinità, l’insipida capziosità dell’esibizionismo pro-fine caratterizzanteVi che si riduce sussume e decurta in mero arrivismo, plebea finalità. Non lo sento il peso crescente della mia ambizione , della mia maschera di modestia e timidezza, quotidianamente e pedissequamente raffinata, minuziosamente rettificata in tutti questi anni di diligente esercizio. Me ne frega cazzo della vostra blanda compiacenza , ridicola accondiscendenza che se non fosse così ben appiccicata sulla vostra faccia da sola non sussisterebbe verticalmente eretta per un picosecondo. Mi ci crogiolo nella vostra ostentata inconsistenza ontologica. Mi beo di starvi sul cazzo perché c’ho messo costanza e tanto impegno e perché in molti casi il cazzo è l’unica cosa che avete. Accusarvi di prolissità e sentirsi rispondere grazie mi fa sperare con tenacia nella attuabilità del calendario maya. E davvero non so più come insultarvi per ambire ad un insulto di ricambio, per suscitare una re-azione che presupporrebbe azione ma, soprattutto, identità. Eppur vi invidio.
Perchè avete i vostri personali giocattoli, vi odio e vi invidio perchè detenete un vizio , perchè la vostra attesa si risolve e dissolve nel fumo di una sigaretta.
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