Ci stavo per ricascare.
Basta mollare per un pò e ti assale la voglia di mollare tutto,
il desiderio di cambiare sfondo e sceneggiatura e di picchiare a morte il regista o almeno di riempirlo di meritati insulti.
è che nella mia testa permane questa confusione tra colpevole e vittima, questa atroce indistinzione che non mi fa dormire la notte e che offusca tutto il resto.
Io -al principio della Primavera anchesenonsembra- col mio zaino pieno di questi calcoli mai sbagliati (e sempre senza calcolatrice) ma con le parole in perenne errore
colpa del tempo.
colpa della precipitazione.
(colpa di uno zaino troppo stretto)
doversi affrettare per la tracotanza di spazio.
spazio mai come estensione di libertà ma sempre solo come distanza
chilometri di asfalto che diventano dubbi e incomprensione
allo stesso modo in cui il prato muta in sterile cemento.
Insegnami la pioggia
e si dissolverà quest'insostenibile peso della mia inconsistenza (neigiornituoi) che mi opprime giorno e notte, estate e inverno, a est e a ovest.
Dimenticami la distanza
e non ci sarà spazio.
Dimenticami la destinazione
e sarà solo viaggio
mai fine.
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