26 aprile 2009

Condannate nella nostra assoluzione.

è indubbio che le domeniche siano entità a sè stanti.
Esseri amorfi e diffidenti
con le loro code di coraggio di osare e le loro criniere di determinazione che,subitanee,svaniranno al profilarsi del lunedì.
Domeniche regine del posticipo,col loro renderci grazia di poter dire "da domani".
Prezioso aprire gli occhi per poterli richiudere.
Nelle vene il lento rilascio dell'angoscia data dalla cumulativa inattuazione.
Domenica compendio ed espletamento,azzeramento ma non cancellazione.

Domenica passato e futuro,mai presente.

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